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14 settembre 2016
Implicazioni tributarie dell’attività di negoziazione relativa a monete virtuali

di Stefano Tellarini.

Il 2 settembre 2016 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione 72/E (cfr. contenuti correlati) che affronta il regime tributario applicabile ai fini IVA ed ai fini delle imposte sui redditi ad una società che svolge per conto della propria clientela operazioni di compravendita di c.d. bitcoin.
I bitcoin sono una tipologia di moneta virtuale (o “criptovaluta”) accettata volontariamente dagli operatori come mezzo di pagamento, ancorché non sia emessa da una autorità monetaria e sia quindi priva di corso legale. I bitcoin sono emessi e funzionano grazie a codici crittografici e calcoli algoritmici e non hanno natura fisica, ma digitale, essendo memorizzati ed utilizzati esclusivamente su dispositivi elettronici e non su un supporto fisico. Essi non possono, quindi, essere oggetto di un formale rapporto di deposito o conto corrente. Tale moneta virtuale è utilizzata come mezzo di pagamento, nel regolamento dello scambio di beni e di servizi (principalmente per pagamenti tra privati via internet nonché in taluni negozi online che accettano detta valuta), e in operazioni speculative di scambio di bitcoin con valute tradizionali sulla base di un tasso di cambio.

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